PADOVA

Padova, sortilegio malefico,
teorema privo di enunciato,
e dalle conclusioni parziali
e perennemente posposte.

Ma erba ed arbusti lussureggiano
nei canali tra presente e memoria,
nei ritagli di tempo –
quasi amanti clandestini in libertà provvisoria –
le parole e gli occhi raccontano bene.

Forse un anello si chiude,
forse vale un rintocco sereno.
Intanto camminiamo,
la luce non si spegne.

(Padova 15 agosto 2014 / Rovereto 12-14 ottobre 2014) – Molti anni dopo, ancora quella città respira profondamente….

Perse primavere

I primi contrafforti della primavera creano nostalgie e disturbi mentali di origine padana in uno dei due che a Padova trascorse, illo tempore, quattro lunghi profondissimi anni. Poesia della primavera 1995, scritta tra Rovereto e, appunto, idealmente, Padova

SASSOFONO DI PRIMAVERA

Un trepore di quasi sera
s’allinea lungo le vie,
primavera ammicca.
Gocce di crepuscolo
filtrano tra nubi ed utopie,
sassofonano modulazioni,
orizzonti inimmaginati.
Danzo, celato agli sguardi,
avvinto a loro.

(Rovereto – via Dante – marzo 2019)