Concorso di poesia “Toenle Bintarn 2021” – Luserna

Ed alla fine, in modo surreale come loro solito, i due cialtroni si sono esposti in pubblica assise e tenzone. E lo hanno fatto su ispirazione e sollecitazione di un’amica speciale, J.G., che a Luserna (enclave germanofona cimbra al confine tra Provincia di Trento e vicentino) ha e conserva gelosamente radici ed anima, oltre che idioma (cimbro appunto). In quella comunità ogni anno s’aprono le porte a poeti e prosatori che vogliano cimentarsi con una lingua antica e forte, nelle tre versioni di Luserna, dell’altipiano di Asiago e dei 13 Comuni del Veronese, le coordinate storiche del popolo e della cultura cimbra.
Ovviamente, visto che ormai quell’idioma è piuttosto ristretto in termini di parlatori e scrittori, il meccanismo de concorso è anche, se necessario, quello dell’abbinamento di un temerario con un Cimbro. J.G. e sua sorella M.G.G. sono state straordinarie ed hanno “reso” (non tradotto, reso) in lingua e cultura cimbra due poesie a testa dei temerari.
Il risultato è che uno dei due (quello noneso), abbinato a J.G., ha raggiunto quasi il vertice nella valutazione della Commissione (composta da prof. Universitari, il concorso è serissimo), piazzandosi quarto (secondo nella vulgata cimbra di Luserna). In altre parole: successo poetico in un idioma non nostro!
Esperienza bellissima ed intensa, mettere il naso fuori in una situazione quasi paradossale, e sentire che il nostro poetare da cialtroni ha un’eco e qualcuno ascolta … ha un suo perché. Ed è abbastanza assurdo che la prima volta in una pubblica assise poetica sia avvenuta in una lingua non nostra. Dimensioni mentali speciali: la poesia con la quale il cialtrone ha raggiunto l’empireo della gloria ha una storia linguistica quasi irreale: scritta in dialetto noneso, tradotta in italiano, resa in cimbro.
Pubblichiamo in cinque puntate tutta la storia: le due poesie (in doppia lingua) del cialtrone non classificato (e felice) in doppia lingua. Poi le due originali del cialtrone consacrato, infine le stesse in doppia lingua.
Luserna ci resta nell’anima, e il nostro grazie è dal cuore.