
Humor o satira politica? Vedano loro…
La percezione del corpo
mi accomuna all’ondeggiare della foglia al vento.
E’ ragnatela al viso, opprimente
nel sussulto che genera,
il tempo e la sua insicurezza,
l’affondare dei giorni nell’intuito privo di respiro
degli eventi.
Miasmi di palude, umidiccio sentore
applicato alla pelle rappresa.
Inutile respirarlo, non si lava né trascolora.
Guardo lo sguardo di chi mi soppesa
ed emana puzzo e lordura.
La percezione del corpo
è sogno incuboso
che non cessa.
(Rovereto, gennaio 2016)