Oggi accompagniamo il declino di chi declina, in metafora e in nome e cognome. Come se la parabola di chi parte per altrove (ancora non vi è) ci interrogasse sulla nostra, parabola. E senza risposte (o forse sì, parliamone), niente può impedire il camminarla. Accompagniamo il declino, ed ognuno vi legga se stesso e chi lo attornia.
Una settimana di adii, tutti precoci, spaesanti, attesi o meno conta poco. Grandi nomi da prima pagina, compagni di viaggio del quotidiano, del passato, del sempre. Una sfilata di nomi e volti. E ricordi che si fanno proiezione. Il primo un collega, una presenza quotidiana in pandemia sei anni fa, un testimone dell’informaizone e del pensiero.
Esistono (sono sempre esistite) anime tormentate, solitarie, lievemente inquietanti. Che percorrono tempo e spazio, poi si trovano davanti ad un confine, una decisione. Ed anche qualla inquieta, senza mettersi a fuoco, senza appalesarsi nitidamente, lasciando spazio ad interpretazioni diverse. Persone particolari, partoicolari come le loro scelte estreme, astratte ovviamente, per carità. Cinque qui, quante attorno e dentro noi?