La calza (seta?)
occhieggia malizia fra trine e foschia.
Dal selciato
ne godo il lampo
intercluso dall’arte del fabbro,
limite del terrazzino e delle voglie.
Mostra l’attimo
ne nega il seguito
lo sguardo di cortigiana
che penetra secoli ed orizzonti.
La calle dona
al passante accorto
prospetti d’altra età.
(Trento/Rovereto, novembre 2021)



