I RESTI DEL FALO’

Tra i denti della belva
si dibatteva
l’impotenza della solitudine.
Un tratto di penna
attendeva verso sera,
ed il suo agguato restituì
verginità alla pagina.

Al mattino poi
essudò il cielo,
sui resti del falò venne ad urinare
l’inevitabile.
Dopo l’amputazione
corpo ed anima s’appacificarono
ed il varco schiuse i suoi segreti.

(Rovereto, maggio 2025)

Così siamo diventati

Questo tempo, prodotto forse da incubi distopici del passato, non lascia respiro né sorriso. Senza pessimismo, ma nel pieno realismo, ricostruiamo gli incubi del passato e li proiettiamo nei presente. nel quale ancora costruiamo, contrariamente a quel che declamiamo, ulteriori orizzonti disegnati nella distopia. Cinque, e che non sia.