IL PROFILO DEL VIAGGIO (Interludio n. 1)

Appunti di viaggio sulla sabbia:
che resterà di loro
dopo l’agitazione di mare pioggia e vento?
Il prima ed il dopo
significano
meno di nulla
mentre il gabbiano stride al cielo
la sua indifferente doglia.
Il circondarsi d’acqua ai miei passi e pensieri
rinchiude,
perso l’ieri,
uguale il domani.
Qui ed ora rimane e conta solo
il dito che traccia
nella rena
la vanità dell’intelletto.
E ne assume la medesima consistenza.
Risposta dalle nubi
e
dal frusciare delle palme (cime stormenti)
non giunge né
l’attendo.
Rimiro la mia solitudine
sull’oceano di cognizione che debbo attraversare.
Robin, esaurita l’ira, arso
il ponte dietro te, parti.
Abbi cura, in viaggio, di te
e delle tue fragilità,
coccolale attento e premuroso,
la tua ricchezza è
celata
in esse.
Ora che, solo, t’inventi
la perimetrazione dell’isola,
misurati anche (e prima)
con l’esito del tempo, assorbi
l’impulso e declinalo
in scelte.
Solo, Robinson, solo con te.