A notte,
quando l’acqua è piatta
ed il fruscio degli umani
si spende tra ombre d’alberi e strade deserte,
respiro
ascolto
attendo
la diagonale verticalità
di pendii montani
e ipotesi di futuri ironicamente svanenti.
M’addormento smemorandomi,
d’impulso, fra i miei sottintesi.
(Rovereto, agosto 2017)



