L’angolo scheggiato del vetro
e sul suo bordo,
falsamente avvinti,
pensiero e brezza.
Ambedue raggiri dell’eterno.
Fatuo ed irridente
prestar fede una volta di più
al mormorare indeterminato del mare,
che di sé ignora
verso di viaggio e voglia.
M’imbarco sulle parole che spendiamo assieme,
natanti senza scia, lenti,
passato e futuro incerti se appellarsi
d’acqua
di terra.
(Trento/Rovereto, agosto 2021)



