Il volo del gabbiano (estratti)

L’uomo si ferma, neppure si accorge della risacca che gli lambisce i piedi, acqua tiepida a sfiorare l’anima. Fissa il sole che, declinando verso l’orizzonte, si lascia guardare senza più abbagliare. Il tramonto, riflette, è il figlio di tutta la parabola del sole. Ma a volte le nubi lo velano ed oscurano mentre è ancora alto, l’astro, e lo spengono. Senza motivo né ragione, senza senso alcuno. (…)
Il sole scivola sempre più in basso verso la linea grigiazzurra e rimbalza sulle onde appena increspate, non è più una lama, ma un’idea di luce che si sfanta trillando senza emettere suono. (…)
Lo sguardo si allunga di nuovo in diagonale sopra il mare, il sole bacia la linea grigiazzurra, il vento si alza. (…)
La sabbia sì è fatta ancor più umida, quasi fredda. Il mare ha perso tutte le sfumature azzurre, le onde appena accennate viaggiano lente ed uniformi sulla tavola grigia. Il sole non esiste più, la parabola del tramonto è completa, l’aria odora già di crepuscolo.

Mare amaranto

In giorno di equinozio d’autunno un ultimo sguardo indietro. Lo stesso sguardo del tramonto, del sole rosso dentro il mare (come cantavano i Collage mille anni fa), dei pensieri che sfumano e devono fissarsi su qualcosa di altro. Cinque diagonali di luce, tramontano