Io
ho giocato in fila indiana
con le mani chiuse in tasca
e il dolore
incosciente
di un tramonto che non basta.
Io
ed un’ombra contro il muro
a spartire la mia noia
mentre il sole
tramortito
rischiarava l’altrui gioia.
Io
mezzo vuoto o troppo pieno
di tristezza e di rancore
mi ricordo
d’improvviso
che non c’è mai stato amore.
Io
che percorro un po’ alla volta
i sentieri dietro il giorno
mentre frugo
trovo solo
poco meno di un ricordo.
Io
col riflesso sopra il viso
dei minuti più importanti
fatti a pezzi
dalla sera
li raccolgo e non son tanti.
Io
sulla strada e in mezzo al cielo
a parlare con me stesso
improbabile
discorso
che si spezza ad ogni passo.
Io
con in tasca questa voglia
di rincorrere il futuro
calpestato
eppure vivo
e ogni volta un po’ più duro.
Io
eco stanca per la strada
di canzone già vissuta
luce immobile
nel buio
di una storia sconosciuta.
Rovereto, agosto 1985



