Il vento
dell’ingenuo che ero
spira
sui pomeriggi di festa.
Già in formato
tabloid
ripiego
l’innocuo temere
e lo cancello
dai tuoi occhi.
E l’odore
fresco
di nuove stagioni
irrompe
nel respirare del mio corpo.
Nuovo nato
implume fragile
ammaliato
sedotto
prendo sentieri ignoti.
E in un canale
in più
scorre il sangue
di calda gioia.
(Rovereto, settembre 1993)



