SENTIERI

Il vento
dell’ingenuo che ero
spira
sui pomeriggi di festa.
Già in formato
tabloid
ripiego
l’innocuo temere
e lo cancello
dai tuoi occhi.
E l’odore
fresco
di nuove stagioni
irrompe
nel respirare del mio corpo.
Nuovo nato
implume fragile
ammaliato
sedotto
prendo sentieri ignoti.
E in un canale
in più
scorre il sangue
di calda gioia.


(Rovereto, settembre 1993)

Esodo

“Conosci l’odore di strade deserte / che portano a vecchie scoperte” – Guccini ci perdoni, ma due versi così ambigui nei loro sviluppi e nelle loro conseguenze li acquisiamo, meditiamo e riversiamo cinque volte. Dove portano le strade? Cosa fanno scoprire o riscoprire? Nel bene, nel male,. nel nuovo, nello stantio, nella sorpresa, nella delusione. Portano. Ma spesso sono proprio deserte, anche nell’anima…