E piove.
E brucia in gola, in petto,
a filo di pelle
(e sotto),
a onde, vampe, incendi,
caustici,
irrorati di acido
e zolfo
a corrodere a bruciare a
dilaniare.
Ma piove.
E non c’è parola
capace di rivelare
che droga
lucida
sei.
Grido, muto.
E niente e nessuno
strapperà l’attimo
in cui
hai arso la mia vita
per rigenerarla.
Lontana vicina
come sei
non ti so dire nulla.
Tu ed io.
Brucio.
Piove.
(Rovereto, giugno 1992)



