Piangendo sognando cercando

Piangendo
è andato via un raggio di sole
è morto un mare di parole
e s’è spezzata una corda
della mia chitarra
come l’avessi uccisa.
Piangendo
ho perso il senso dell’amore
s’è acceso il fumo del dolore
e sui miei occhi un velo
di acqua sbiadita
che scende senza far rumore.

Sognando
un treno ha perso i suoi binari
le donne hanno gli occhi chiari
e fra le dita stringono l’argento
colore di neve
e un po’ di terra verde.
Sognando
tra i rami è il sole che gioca
e la mia ombra è sua amica
fra l’erba nasce il mattino
tessuto di vapore
e brina lucente.

Cercando
ho visto vera la notte di ieri
l’ultimo soffio dei miei pensieri
le nuvole s’affollano
portano pioggia
che scioglie ogni tristezza.
Cercando
di capire i sogni della gente
tra le mie dita non c’è più niente
e chiudo gli occhi piangendo ancora
e passa questa ora
adesso nel sogno non c’è più paura.

E chiudo gli occhi piangendo ancora
e passa questa ora
adesso nel sogno non c’è più paura.

(Padova, maggio 1984)

Acquario d’asfalto

Zucchero e sale. Miele ed assenzio. In bocca sapori diversi, contraddittori. Partenze e ritorni, incomprensioni ed unioni. Tanto cinque sole volte non bastano neanche ad iniziare, per mescolare e capire zucchero e sale, miele ed assenzio, partenze e ritorni.