Inizio d’anno, e l’aria sembra riportare a quella canzone, a quella piazza (lontana), a quel “bicchiere vuoto nella mano” evocato da Venditti quasi come un esorcismo. Niente pessimismo per carità (non si usa e non è non ton), ma in quel bicchiere, oggi, sembra restare davvero poco da sorbire.