Un poeta è morto, forse un poeta in note, ma prima i versi modulati, poi le melodie adattate, regola di sempre. Omaggiarlo in memoria c’è parso vano e velleitario. Ed allora cinque volte dal nostro archivio l’abbinamento con sue canzoni, e se non le conoscete provate a rinfrescarle, nuove oggi come cinquant’anni fa (anche sessanta). A Francesco Guccini, e brindiamo ad un poeta che morto resta a cantare. (La prima: “Canzone delle domande consuete”, 1990)