Nell’avvallamento tra le colline
(piega di sogno e desiderio estraneo al tempo)
cerco lo sfociare d’una vita,
estuario all’esternazione della fatica del procedere.
Mani al grembo e mente limpida
mi figuro
vividamente
fin d’ora.
Lo specchio d’acqua (pacificata)
modula il sorriso del vento,
frange e riverbera il volto che divento d’ora innanzi,
tremula amico
e s’irradia alle rive.
Costringere al freno
l’irrequietezza dell’andare via
è lavoro che più non m’appartiene
né appassiona.
Accòccolati in riva alla mia anima,
in sponda nuova.
(Trento, maggio 2019)