E ci ritrovammo infine
quando dai ponti di Venezia
la foschia cessò di colare
come pianto di ricordi slavati.
Ne custodimmo la memoria
lungo stagioni senza orizzonte,
finché il timore di smarrirci in essi
virò su sorrisi di bimbi.
Non i passi, ma
almeno le nostre anime
approdarono tra calli e canali
e colmarono, mano nella mano,
la lacuna che custodimmo
trent’anni.
(Rovereto, gennaio 2021)



