All’addensarsi – alterno –
di memorie e nubi,
m’affaccio sul prospetto
di pioggia intrecciata all’anima,
gocce d’ammonio,
dolore sordo scavante la carne.
M’imbilica e dondola
la vastità dell’incertezza,
e porgo le mani
alla corrosione, fine di tragedia
svilita.
S’addensano le nubi,
dogana inevitabilmente
aspra,
parto d’anima fra le doglie.
(Rovereto, marzo 2018)