Il pallido sguardo della mia città si spande a mezz’aria come un veleno impalpabile e crudele. Passo dopo passo il giorno perde la sua luce, il suo sapore, la sua frenetica irrazionalità; verrà il buio, fra poco, a consolarci della fatica di vivere, oblio dei sensi e letto dolce del corpo. La notte riposerà la stanchezza e il dolore degli uomini, spanderà il suo profumo e la sua poesia fino al lampo accecante del risveglio di domani. A tutti sarà concesso d scordare, per un’ora, la tristezza e il livido gelo della solitudine: solo io, muta sentinella dell’ignoto, rimarrò a vegliare, in silenzio, l’altrui incoscienza. Un sogno e una sordida speranza divideranno con me la lunga attesa.
Rovereto, quasi Natale 1985 – Tratto da “Aforismi tra la notte e il giorno” (la somiglianza con un racconto di F. Kafka è casuale)