L’ombra delle veneziane
(non c’è sabato senza sole, c’insegni)
riga visi e speranze,
si ride a ricreazione,
i condomini di fronte popolati di bimbe
che conoscerò domani.
Il fresco dello champagne
scorre in gola,
bastano due sorsi
ed ho scordato quale capodanno fosse,
nevicava.
Ci sono ricordi che non sfantano,
il tuo sorriso rigido ma forte,
e quello di una donna che va via,
vilmente, mentre nevica,
ed un amico neppure piange,
solo vuoto e visi spersi.
Signora maestra
i sabati mattina si ritmavano,
e mentre ho finito di correre ritrovo
la finestra di un mattino tiepido
a Padova.
Il professore muore fra due anni,
di te, signora maestra, ho sperso la vista,
ma nulla svanisce.
Nevicava mentre lo champagne
scorreva fresco in gola.
I bambini ridono nell’altra stanza,
il film è divertente, l’ultimo.
Niente è fermo amore mio,
domani saremo ancora noi.
Dedicata a troppi e troppe, una per tutti, la maestra A.L.
(Rovereto, novembre 2014)