Intrusione

Lunga strada innanzi al viso
freddo dei vent’anni tuoi.
Lunghe ombre ed acqua scura
corri finché puoi.

Lunga vita a passo doppio
presto scapperà.
Lunga notte in cima al vuoto
tu ti cerchi qua e là.

Nascondere il fumo in bocca
è gioco ancoro come me,
innocente ma già giudicato
e colmo di terra e sole.
Ridere insieme a lei
è paura istinto ed allegria,
è chiudere gli occhi al cielo
come fosse dormire piano.

Lunghi giorni dentro il fuoco
ora non si inventa più.
A ritroso nei ricordi
rimbalzando su e giù.

Lunga marcia per capire
ma la luce già si spegne.
Impressione di silenzio e vuoto
fra i poster e le insegne.

Apparenze queste ore rannicchiate,
lastricate di fortuna,
ricorrenze in cielo e in terra
fatte in fretta senza te.
Rimembrare le scadenze della storia
come fisime in discesa,
ora chiudo il davanzale e la sapienza
la frontiera già si para qui davanti.

Padova, novembre 1986

Comincio dalla fine

Esistono (sono sempre  esistite) anime tormentate, solitarie, lievemente inquietanti. Che percorrono tempo e spazio, poi si trovano davanti ad un confine, una decisione. Ed anche qualla inquieta, senza mettersi a fuoco, senza appalesarsi nitidamente, lasciando spazio ad interpretazioni diverse. Persone particolari, partoicolari come le loro scelte estreme, astratte ovviamente, per carità. Cinque qui, quante attorno e dentro noi?