Fosse solo inchiostro
che a gocce
spesse
cola dal cielo
non mi macchierei.
Ma la giostra
si avvolge su se stessa
ed il capire e non capire
è arte dimenticata
fra le tue braccia.
In controluce
(o nel palpito del buio)
non è più
giusto o sbagliato
ma solo
inutile
parlare di domani.
E le palpebre
di chi dorme
(e non dovrebbe)
si chiudono,
ed il tuo mondo
non è il mio.
Il cavallo corre
ma scivolo dalla sella
e mi aggrappo
mentre cado
nell’imbuto dell’angoscia.
E tu
dove nascondi il tuo vero volto?
(Rovereto, ottobre 1991 – per MC)