1.

Non sarò preda
che l’acqua nasconde,
pensiero che s’accosta a riva
tra erbe e fanghiglie,
confine di voglie ed illusioni,
sole che s’appropria dello scintillio.

Non mi basterà scivolare inerte
al mezzo delle rive,
allungarmi apatico tra i rami a sera,
assopire, ipnotico, l’acqua sui sassi.

Oggi è tempo
di stringere lo zaino,
discendere anse risacche e sabbie,
sciogliere risa e dolori
sulla superficie in transizione perenne.

Dietro
il ribollire di questioni atrofiche,
l’agonizzare di verità spremute,
l’agitarsi di inutilità sgretolate.

Solo o con chi
dialogherò il flusso
e la sua immota dinamica,
la contraddizione d’apparente fissità
che mai conosce pace.

Ascolterò l’opinione del fiume
ed al suo sfociare ti donerò, forse, risposta.

In altro non rimane credenza,
fede in ciò che verrà.

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