IL BALCONE DEL POETA

Il tempo perso
rannuvola
il balcone del poeta.
Son vecchio – ipotizza –
o diradano voglie ed intuizioni
nel rapprendersi dei cieli
sereni, degli sguardi a domani?

Pochi piedi quadrati concessi,
sospensione tra campi e nubi,
la penna corteggia la carta
senza possederla.

Meraviglia il tramonto,
declina l’apparenza.

Nelle stanze si gioca ai sottintesi,
eluse l’amica in nero
e le sue petulanti ancelle.

Il trillo dell’ultimo usignolo
beffeggia i luoghi comuni,
si spegne l’aduso.
Il cortese trattiene la carezza,
memoria implicita.

Dal balcone, legno in scricchiolio,
il poeta ricalcola gli spiccioli
l’appena bastante per l’estremo respiro.

(Pedersano (TN) / Rovereto – settembre 2025)

Redenzione breve

Domenica pomeriggio. O anche altro giorno, però pomeriggio. Quando s’appanna la clessidra, il tempo rallenta, le sensazioni s’affinano. In ogni senso, positivo, negativo, neutro. E fioriscono riflessioni che poi svaporano ma lasciano traccia. Domeniche pomeriggio, queste le nostre, vedete voi. 

IL MITE SORRISO

Attendo lo schiudersi del mite sorriso
sul crinale d’altro versante.
La deviazione del tempo
(deriva per chi ignora)
ti pone al bordo del limite,
al battito dell’estremo appello
(indifferente la nostalgia).

Per chi t’assomiglia
resta mistero,
vela floscia che riconquista vento
sottoriva.

(Rovereto, agosto 2025 – Per A.C.)