Adesso è tardi

Un poeta è morto, forse un poeta in note, ma prima i versi modulati, poi le melodie adattate, regola di sempre. Omaggiarlo in memoria c’è parso vano e velleitario. Ed allora cinque volte dal nostro archivio l’abbinamento con sue canzoni, e se non le conoscete provate a rinfrescarle, nuove oggi come cinquant’anni fa (anche sessanta). A Francesco Guccini, e brindiamo ad un poeta che morto resta a cantare. (La prima: “Canzone delle domande consuete”, 1990)

Divagazioni (p)

E la prossima volta non ci sarà ritorno
ma per stavolta c’è ancora giorno.
Credevo di aver smarrito la mia mente:
quanto manca prima di dicembre?
Come si chiama il sole?
Abbiamo ancora parole?
Ora assaltano anche Giove.
Voglio mettere le mie scarpe nuove.
Terra di conquista per i marinai:
non mi hai mai detto che te ne vai.
E la prossima volta non ci sarà ritorno
ma per stavolta c’è ancora giorno.

(Rovereto, fine 1982, abbiate pietà ero giovane e scemo, ora vecchio e scemo)