Va pensiero

Monotematici, oggi. Un fiume che dal trentino scende all’Adriatico tagliando il Veneto. Una città che ripartisce quel fiume ad angolo retto ed esattamente in quel punto è sorta e prospera. La nostalgica rievocazione, di uno dei due cialtroni, degli anni (ufficialmente) universitari (ed altro non indaghiamo) lì trascorsi. Tra passato e presente, in questa early primavera (Fenoglio perdoni la citazione) profumi e scie di tante cose si incrociano e rivivono cinque volte.

I RESTI DEL FALO’

Tra i denti della belva
si dibatteva
l’impotenza della solitudine.
Un tratto di penna
attendeva verso sera,
ed il suo agguato restituì
verginità alla pagina.

Al mattino poi
essudò il cielo,
sui resti del falò venne ad urinare
l’inevitabile.
Dopo l’amputazione
corpo ed anima s’appacificarono
ed il varco schiuse i suoi segreti.

(Rovereto, maggio 2025)

L’ULTIMO DOPO LA FINE

L’avvicendarsi di abbagli e tenebra
fagocita artefatti di pensiero.

(“come corrono le nuvole”
insinui ammiccando felice
mentre l’ondulare del tempo
avviluppa corpo ed anima
dell’ultimo dopo la fine).

Rideremo assieme
(promessa al di là del limite)
in sponda al ruscello.

(Trento/Rovereto – novembre 2025)