L’utero del lago accoglie e spurga
i due intenti del fiume,
soffietto di fisarmonica ritmica
nell’assorbire e sfiatare via
l’eterno giro dell’acqua.
Il respiro della speranza
la resa dell’illusione.
M’è noto, da confidenti sussurri
d’amore medico,
che ad uguale ritmo s’assoggettano i neuroni.
E il cervello si fa utero anch’esso
terra di fecondazione e fertilità.
S’appassisce l’impeto, poi,
e di innumerate intuizioni
residua il fondo mestruale.

