Pietre

Dorme il bimbo.
Nella pianura
intagliata
d’ombra e canali
cerco
lo specchio del cielo.
Inzaccherata l’anima
asfissiata la mente
rigato di paura il cuore.
Le pietre miliari
marcano il ritirarsi,
nell’oblio,
di giorni e notti.

(Rovereto, maggio 1999)

Lastricato

E cercherò
libertà
nel palpitare lento
delle piste, in deserto,
strascico di polvere
e amaro
di sete lunga.
Irto di pietre
il lastricato, e
lacero l’anima,
nel dubbio
annego la verità.
Fragore di innocenza
e libertà
per non sentire
l’intima morte
della primavera.

(Rovereto, maggio 1998)

Esilio

Guardo i miei tempi in fiore
e sposto il limite
della contemplazione
a prima dell’esilio.
Vano il narrare,
ai margini dell’ignavia,
i sentieri di colline
che non respiro più.
Lama di luce obliqua
incastrata nell’angolo
di antico cortile,
pavimentato di pietra vuota.

(Mori – Rovereto, marzo 1998)