UCRAINA 2022

Dolce
la primavera sboccia tra i sogni.
Le dita carezzano
scie d’aria e profumi,
s’allungano gli orizzonti
di là della paura.

Camminavo lungo la sponda,
il rivo in disgelo prometteva (sussurri e gorgoglii felici)
un sorriso di ragazza addosso a me.

Dal cielo è precipitata la morte.
Allungo la mano ad acciaio e stivali
necessità storiche e reincarnazioni di mostri.

Non saprò mai
se qualcuno raccoglierà
l’ultimo respiro della mia anima adolescente
per farne epitaffio e sentenza.

Dolce
la primavera agonizza tra gli incubi.

(Trento, 24 febbraio 2022)

NUVOLE

I tempi neri
tornano
avvolti su se stessi.
Ma tra le nuvole
ed il cupo sentore
delle ali
di morte
che planano,
ho la vita
nei tuoi occhi.
Abbracciami.
E che nulla
separi il cielo dal cielo.


(Rovereto, agosto 1991)

Stare nella storia, a volte, significa riallacciare fili. Ci proviamo, cinque volte, al di là del rombo, del sangue, della notte. Per chi nella pianura dell’est dialoga la morte insensata annunciata dal demonio che alberga nel cuore umano.