L’OPOSSUM

L’opossum si rannicchia,
s’abbranca al cerchio di luce
sfumata,
tremulo e cosciente
della fenditura incisa nel cuore.

Tempo spaiato
apparenza di vertigine d’anni gettati al nulla,
impotenza.

Limiti tracciati su eccesso d’alto
macerano le radici dell’anima
senza produrre strada.

L’opossum s’accoccola, silente,
e piange.

(Rovereto – settembre 2018)